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Fantastico e bizzarro nel Barocco siciliano

 

FANTASTICO E BIZZARRO NEL BAROCCO SICILIANO

 

Reportage di Carlo Pollaci per l’I.S.S.P.E – Istituto Siciliano di Studi Politici ed Economici

 

Con il termine Barocco, derivante forse dallo spagnolo barrueco e dal portoghese barroco o anche dal francese baroque, che stanno a indicare una particolare perla dal profilo irregolare, si designa l’ampia corrente artistica che prende vita a partire dal Concilio di Trento, per affermarsi prepotentemente in gran parte d’Europa nel ‘600 per infine affievolirsi e concludersi nel secolo dei Lumi. È quindi la sua stessa denominazione ad alludere, fin da subito, a caratteristiche quali la preziosità e l’esuberanza creativa, che unitamente a emozione, stupore, passione e fantasia, monumentalità e teatralità, ne costituiscono i fondamentali caratteri identitari.

 

La Sicilia, sotto il governo dei vicerè spagnoli, s’inserisce rapidamente nel fervore del rinnovamento artistico, ma anche sociale ed economico, del Barocco, che si lega strettamente a quello religioso della controriforma, diventandone ben presto uno dei maggiori centri propulsivi. 

Una particolare declinazione del tardo Barocco, usualmente denominato Barocco siciliano, in particolare riscontrabile negli insediamenti della Val di Noto gravemente danneggiati, se non rasi al suolo, dal terribile terremoto del 1693 (che interessò gran parte della Sicilia sud-orientale, con magnitudo stimata tra l’XI e il VII grado della Scala Mercalli), ne costituisce un unicum nel panorama artistico mondiale per l’eccezionale qualità e l’esuberanza creativa delle realizzazioni, soprattutto nell’ambito dell’architettura.   

A seguito del terremoto i vasti interventi di riedificazione offrirono l’occasione per ripensare radicalmente l’assetto urbanistico delle città distrutte o danneggiate, cogliendo opportunità irripetibili per un profondo rinnovamento del patrimonio architettonico e artistico. Così su strade ampie e regolari e vaste piazze, che prendono il posto degli antichi tracciati, si allineano chiese, monasteri e palazzi, con imponenti scalinate e maestose facciate dalla complessa geometria, vere e proprie quinte scenografiche a cielo aperto che, ieri come oggi, irretiscono lo sguardo.

Il sito comprendente otto città della Val di Noto: Catania, Caltagirone, Militello in Val di Catania, Modica, Noto, Palazzolo Acreide, Ragusa Ibla e Scicli è stato inserito dall’UNESCO, dal 2002, nella lista del Patrimonio dell’Umanità.  

 

Questo reportage, costituente parte di una più ampia e non conclusa ricerca fotografica, è stato realizzato tra Modica, Scicli, Ragusa, Donnafugata, Comiso e riguarda più i dettagli delle architetture che gli insiemi: trabeazioni, portali e colonne, balconi sorretti da mensole scolpite, panciute inferriate in ferro battuto, sculture, mascheroni, putti, ecc., concepiti per suscitare ammirazione e stupore, dove emerge esuberanza decorativa, bizzarria, gusto per il grottesco, fantasia non disgiunta da stravaganza, oltre che eleganza e maestria tecnica. 

Le fotografie sono state scattate con apparecchi fotografici analogici, personalmente valutando la granulosità propria della pellicola fotografica particolarmente idonea a sovrapporsi a quella materica della pietra corrosa dal tempo.

 

Palermo, 1 giugno 2021

 

Testo e foto © 2021 Carlo Pollaci

 

01 Scicli mascherone Can 1N FP4 Ilfosol 3 rit 662 copia

 

 

02 Donnafugata Castello C.A-1 UltPLUS697-21-2


03 Donnafugata sacerdote C.A-1 UltPLUS 701 copia

 

04 Scicli Ch. e Convento del Carmine FP4 Ilfosol 644

 

05 Scicli Ch.S.Mich.Arcangelo FP4 Ilfosol656

 

06 Scicli FP4 Ilfosol655

 

07 Scicli Pal. Beneventano FP4 Ilfosol666

 

08 Scicli Pal Beneventano rit FP4 Ilfosol664-rit

 

09 Scicli FP4 Ilfosol 646

 

10 Ragusa Ibla Mensola con personaggi 2v 2012 TM400 TetPlus 576

 

11 Modica FP4 Ilfosol670

 

12 Scicli mensole balcone Pal. Beneventano FP4 Ilfosol660

 

13 Scicli 12 TM400 TetPlus574

  

14 Modica Foma200 735 copia

 

15 Modica S Pietro 4-3 MG 3201

 

16 Catt Modica Foma200 738

 

17 Modica Can 1n Foma 200 736

 

18 Comiso 12 TM400 TetPlus570

 

19 Ragusa Ibla Ch.S.Giuseppe 400TX TetPlus597

 

20 Ragusa Ibla balcone Can 1n TM400 TetPlus564

 

21 Scicli FP4 Ilfosol649

 

22 Ragusa Ibla  TM400 TetPlus575

 

23 Ragusa Ibla meridiana 400TX TetPlus602

 

24 Ragusa Ibla mensola TM400 TetPlus565

 

25 Donnafugata vaso con testa MG 2974

 

26 Ragusa Ibla vaso Giardino Ibleo 400TX TetPlus604

 

27 Ragusa Ibla mensola gentiluomo TM400 TetPlus 580

 

28 Ragusa Ibla Mensola personagg con occhialiComiso 12 TM400 TetPlus573

 

29 Ragusa Ibla Mensola con pifferaio Scicli 2012 TM400 TetPlus 579 3v con bordo

 

30 Ragusa Ibla Duomo S. Giorgio 12 TM400 TetPlus584

 

 

FANTASTICO E BIZZARRO NEL BAROCCO SICILIANO

Indicazione dei luoghi delle riprese fotografiche

  1. Scicli
  2. Donnafugata, Castello
  3. Donnafugata, Castello
  4. Scicli, Chiesa e Convento del Carmine 
  5. Scicli, Chiesa di San Michele Arcangelo
  6. Scicli, Chiesa di San Giovanni Evangelista
  7. Scicli, Palazzo Beneventano
  8. Scicli, Palazzo Beneventano
  9. Scicli
  10. Ragusa Ibla
  11. Modica
  12. Scicli
  13. Scicli
  14. Modica
  15. Modica, Chiesa di San Pietro
  16. Modica, Duomo di San Giorgio
  17. Modica
  18. Comiso
  19. Ragusa Ibla, Ciesa di San Giuseppe
  20. Ragusa Ibla
  21. Scicli
  22. Ragusa Ibla
  23. Ragusa Ibla
  24. Ragusa Ibla
  25. Donnafugata
  26. Ragusa Ibla, Giardino Ibleo
  27. Ragusa Ibla
  28. Ragusa Ibla
  29. Ragusa Ibla
  30. Ragusa Ibla, Duomo di San Giorgio

 

 

ASPRA. ALBUM DI UNA COMUNITA’ MARINARA – MOSTRA FOTOGRAFICA

 

Aspra , Piazza Monsignor Cipolla, 2 agosto 2014

“La raccolta di fotografie esemplari di Aspra (tratte o meno da carto-

line d’epoca) accompagna, nella ricostruzione della storia dei luoghi 

e delle loro peculiarità naturali e monumentali, insieme al quotidiano esternato a rappresentare un tempo, un carattere, una identità…è una attenta e circostanziata ricognizione etnoantropologica che 

dà uno sguardo, uno spaccato d’insieme, cadenzato sulla borgata marinara di Aspra, che di Bagheria fa amministrativamente parte (anche se con un proprio Consiglio autonomo), ma che possiede caratteristiche sue proprie che ne fanno un unicum della provincia costiera palermitana. 

Dall’archivio di altri collezionisti possiamo ricavare i volti della gente, le fasi della pesca, la vendita delle mercanzie, le barche, il lavoro attento dei Salatura, la convivialità, le feste, i matrimoni, i riti, le ricorrenze, i Pirriatura i Niscitura che trasportavano i “balatuna”, 

con gli attrezzi connessi, insieme al ricordo di ville e villini, stabili-

menti balneari, chalet a mare, edifici sacri e chiese, ormai fissati nella

memoria oltre che nell’obiettivo. sono doverosamente presenti anche gli affreschi di Renato Guttuso, restaurati dalla Provincia Regionale di Palermo, nella Chiesa Maria SS. dell’Addolorata e che videro pure l’apporto di Giuseppe Pillitteri, uno scultore da non dimenticare. 

Non mancano i ritratti di figure tipiche, famiglie, scolaresche d’altri

tempi e una struggente maternità tratta dall’archivio di G. Battista sardina, insieme alle immagini di tipiche attività sociali e culturali della zona.” (Tommaso Romano).

“Le immagini documentano ampiamente solo alcuni aspetti di quello

che era Aspra, borgata che nel ricordo dei più anziani sopravvive avvolta in un alone di struggente nostalgia. Da qualche particolare scampato alle distruzioni, e da queste foto, possono confrontarsi quanto è andato perduto con ciò che lo ha sostituito e non con vantaggio per quest’ultimo: il “consumismo”, la crescita tumultuosa di una “terra impareggiabile” e “incomparabile” ha favorito una sorta di degrado.

Le foto riportate sono state scattate quasi con sentimento di timida

reverenza nei confronti della natura. e tale spirito si coglie appieno nell’equilibrata inquadratura di dimore e alberi, nei fabbricati che non vogliono apparire, e non appaiono, invadenti, sul mare ancora principale protagonista. Terra indicibilmente bella, dunque, protesa armonicamente tra cielo e mare.” (Umberto Balistreri)

La mostra documentaria , si è avvalsa del contributo di svariati collezionisti e fotografi (G. Battista Sardina, Angelo Restivo, Antonino Russo, Mimmo Aiello, Dionisio Balistreri, Umberto Balistreri, Giovanni Tarantino, Erminio Di Maria, Carlo Puleo, Angelo Lanza, Ciccarelli, Sciortino, Brunetto, S. Galioto, Angelo Lanza, Antonella Sciortino, Mariella Buttitta, Paola Galioto Grisanti, Luca Brunetto, Giuseppina Tantillo, Giuseppe Coffaro, Vanella, Lo Coco, Nino Visconti, Buglisi, Gino). 

Un notevole contributo all’iniziativa è stato conferito da Nino Chiello ed in particolare dall’Archivio Angelo Restivo, le cui foto su Aspra si riproducono.

Le fotografie esposte sono state donate al Museo delle Acciughe di Aspra, dei Fratelli Girolamo e Michelangelo Balistreri , che , per l’occasione,  ha  riservato un adeguato ambiente espositivo.

 

 

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aspra novembre 1893

  

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GLI ANTICHI MERCATI DI PALERMO AL TEMPO DEL COVID-19

 

 

Ho realizzato, su invito dell' ISSPE, queste fotografie negli antichi mercati di Palermo denominati Ballarò e Capo, in periodi successivi ai lookdown imposti dalla pandemia di COVID-19.

Alcune fotografie risalgono all’estate 2020, quando la pandemia sembrava già sopita. Altre, più recenti, testimoniano invece la persistenza del virus, che appare indomabile, così mortificando e vanificando i tentativi (per la verità alquanto disorganici e finora inefficaci) di debellarlo.

Palermo, marzo 2021

Alcune fotografie sono state pubblicate in fotocommunity.com

https://portfolio.fotocommunity.com/carlo-pollaci/folder/746393

https://portfolio.fotocommunity.com/carlo-pollaci/folder/780933

Testo e fotografie © 2021 Carlo Pollaci

 

 

 

1 Ballarò San Valentino 2021 C.Pollaci

 

2 Capo estate 2020 C.Pollaci


3 Capo estate 2020 C.Pollaci

 

4 Capo estate 2020 C.Pollaci

 

5 Capo estate 2020 C.Pollaci

 

6 Capo estate 2020 C.Pollaci

 

7 Capo estate 2020 C.Pollaci

 

8 Capo estate 2020 C.Pollaci

 

9 Capo estate 2020 C.Pollaci

 

10 Capo estate 2020 C.Pollaci

 

11 Capo estate 2020 C.Pollaci

 

12 Estate 2020 C.Pollaci

 

13 Ballarò estate 2020 C.Pollaci

  

14 Ballarò estate 2020 C.Pollaci

 

15 Ballarò estate 2020 C.Pollaci

 

16 Ballarò San Valentino 2021 C.Pollaci

 

17 Ballarò San Valentino 2021 C.Pollaci

 

18 Ballarò San Valentino 2021 C.Pollaci

 

19 Ballarò San Valentino 2021 C.Pollaci

 

20 Ballarò San Valentino 2021 C.Pollaci

 

21 Ballarò San Valentino 2021 C.Pollaci

 

22 Capo 22 marzo 2021 tutto chiuso C.Pollaci

 

 

 

FOTOGRAMMI DA BALLARÒ

Questa serie fotografica, proposta nel formato 16:9, è dedicata al mercato di Ballarò, uno dei più antichi, se non il più antico, di Palermo (gli altri che ancora vivono sono quello del Capo e, ma solo in parte, l’altrettanto nota Vucciria).

La sequenza, realizzata nel 2010, inizia da Via Birago per concludersi a Piazza Ballarò, cioè l’asse su cui si dispiega il mercato.

L’affollarsi della gente obbliga a camminare in angusti e tortuosi passaggi, tra bancarelle, tendoni e piramidi di frutta e verdura. Per avanzare bisogna fisicamente strusciarsi con chi ci viene incontro. Bottarelle e spintarelle sono inevitabili, ma nessuno sembra esserne infastidito, in ogni caso un sorriso mette sempre le cose a posto. 

Tendoni e ombrelloni, banchi di vendita, volti ed espressioni, in grande varietà, con lo sfondo delle vecchie architetture, scorrono davanti all’obiettivo fotografico proprio come in un film.

La serie fotografica è stata pubblicata nell’e-book: “Carlo Pollaci - UN ETERNO SPETTACOLO – Cronache e immagini dagli antichi mercati di Palermo”, Lulu.com 2013. Essa s’inserisce in un più vasto studio sugli antichi mercati di Palermo di Umberto Balistreri e Carlo Pollaci, il cui primo risultato è stato il libro: “I MERCATI DEL CENTRO STORICO DI PALERMO”, ISSPE 2008, ormai introvabile ma consultabile in biblioteche pubbliche oltre che nel sito web dell’ISSPE.

 

Fotografie © 2021 Carlo Pollaci

 

1-Ingresso via Birago copia

 

2-Via Birago C.Pollaci


3-folla compatta C.Pollaci copia

 

4-lattughe romane C.Pollaci

 

5-telefonino C.Pollacia

 

6-strane espressioni C.Pollaci copia

 

7-scooter e finocchi C.Pollaci

 

8 Passi Balate bagnate C.Pollaci

 

9-Via cesare Battisti C.Pollaci copia

 

10-via Cesare Battisti cd C.Pollaci

 

11-seguendo la bionda C.Pollaci

 

12-Pescheria C.Pollaci

 

13-Pescivendolo C.Pollaci

  

14 Carne-C.Pollaci

 

15-Carne 2 C.Pollaci

 

16-Torrefazione C.Pollaci

 

17-Rieccoti bionda C.Pollaci

 

18-venditore di baccalà C.Pollaci copia

 

19 passi balate bagnate C.Pollaci copia

 

20-Tuberi e Coca-Cola C.Pollaci

 

21 Carmine C.Pollaci

 

22 Carmine C.Pollaci

 

23-Birra Forst C.Pollaci

  

24-Bar Messina C.Pollaci

 

25-Piazza Ballarò-Via Nunzio Nasi C.Pollaci

  

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Introduzione "Centodestre"

Quante volte nel dibattito culturale ed in quello più attinente al pensiero filosofico, politico e letterario, si è sostenuta la mancanza di una chiara posizione dottrinale ed elaborativa di destra riconducibile a posizioni che vanno oltre i confini del quotidiano dibattito sociopolitico e alla vita di partiti che, più o meno propriamente, si sono riferiti e si riferiscono a tale area connotativa, magari aggiungendo semplicemente l' aggettivazione di centro da premettere a quella di destra.

Infatti, i riferimenti quasi monocordi a Giovanni Gentile e a Julius Evola, qualche volta a D'Annunzio e Prezzolini, non danno certamente la misura di una presenza umana, né di una produzione intellettuale, né, tantomeno, la qualità delle singole personalità e dei contesti in cui le cento destre si manifestano.

In virtù di quanto detto, per questo Atlante Biografico essenziale, abbiamo voluto allora scegliere il titolo Centodestre proprio perché vogliamo partire dall' analisi delle pluralità di scelte, orientamenti e prospettive presenti in gran numero fra i moltissimi autori esaminati in questo primo volume e facendo nostra l'affermazione di Prezzolini secondo il quale non vi è una sola destra (come sosteneva ad esempio Clemente Solaro della Margarita), ma tante destre.

Potevamo inserire utilmente un sottotitolo per questa ricerca - a prima vista quasi esclusivamente compilativa - indicando alcune identità e/o paternità di riferimento come le oggettivazioni di conservatori, liberali, scettici, monarchici, presidenzialisti, tradizionalisti e futuristi, cattolici, neopagani, agnostici, individualisti, comunitaristi, socializzatori e innovatori, anticapitalisti, insieme a neofascisti, neoborbonici, federalisti, totalitaristi, di nuova destra e di sintesi, ma abbiamo preferito non farlo.

In realtà l' arcipelago assai variegato delle posizioni (chesono pure egualmente presenti, in verità, nelle aree del pensiero progressista, liberale, cattolico-sociale, laico e azionista, radicale, socialista, comunista e anarchico, grosso modo identificanti l'area del centro e della sinistra) corrisponde, in effetti, alla inveterata aspirazione all”individualismo diffuso e spiccato che ha storicamente determinato una scarsa vocazione degli intellettuali delle centodestre (in gran parte e con qualche eccezione) al movimento e/o gruppo più o meno organico, tranne forse in Italia per la corrente del Neoidealismo, specie gentiliano e per l'evolismo e i suoi derivati plurali (anche cattolici) e, più in generale, per la partecipazione alla vita di giornali e riviste culturali d'area e/o di movimenti socio-culturali.

Le biografie essenziali che presentiamo sono, quindi, un semplice ma crediamo necessario approccio e invito alla conoscenza di singoli personaggi di oggettiva e diversa caratura, per andare oltre gli stereotipi e le definizioni di comodo, frutto a volte di mancanza di organici punti di riferimento di storia delle idee di frange minoritarie e “sequestrate”, quasi esoteriche, e di materiale biobibliografico e storico-documentario riepilogativo.

Abbiamo differenziato il lavoro redazionale grazie anche alla collaborazione di singoli eminenti studiosi curatori di alcune schede, le quali devono essere considerate senza parametri ragionieristici in quanto a estensione. Le singole voci, infatti, rispondono alla necessità informativa e non certo all' esaustività non sia pertanto giudizio di valore una stesura più o meno ampia di singole biografie, in tutte però sono presenti gli elementi almeno fondamentali di cui crediamo aver fornito almeno traccia di riconoscibilità.

In questo primo, dei tre volumi previsti per l'intera opera, i curatori e i redattori hanno così liberamente inserito i singoli profili, senza per questo volerli “ingabbiare” in una strettoia definitoria che è tanto ampia quanto oggettivamente limitante.

La gran parte delle schede biografiche inserite riguardano Autori italiani operanti soprattutto nel secondo dopoguerra, con qualche eccezione. É nostro intendimento nei prossimi volumi programmati arrivare, pertanto, ad una più ampia mappatura biografica anche di pensatori di altre nazioni, (già presenti peraltro, in numero ridotto, in questa prima compilazione), lasciando alla fine del terzo volume la pubblicazione di saggi specifici che possano inquadrare organicamente e ricondurre a una sintesi organica, quanto singolarmente segnalato per ogni Autore, contestualizzando e ponendo con ampia Bibliografia conclusiva, un quadro di riferimento che risponda quindi più eminentemente alla dottrina, al pensiero, alla dimensione politologica e più largamente all'ambito culturale e

metapolitico di ogni singolo biografato.

La tentazione di iscrivere a destra ogni e qualunque fenomeno di alternatività alla sinistra, è uno schema semplificatorio che lasciamo al dibattito quotidiano più che all'essenza e alla varietà della legittima e meditata posizione della vita culturale. Non basta peraltro - noi crediamo - il solo contrapporsi riducendo all'una o all”altra parte la disputa sul bene comune.

Le categorie di destra, centro e sinistra sono comunque figlie della Rivoluzione Francese e di quel che ne è seguito - nel bene e nel male - in questi successivi secoli.

Senza demonizzare e senza obliare, questo potrebbe essere il motivo e la ragione dominante delle presenti ricerche biografiche che, continuiamo a sottolineare, non hanno pretese di esaustività e che metodologicamente si rifanno all' ideatività propria della Scienza della Biografla e ad opere collettanee nate da una tale impostazione teorica e applicativa: Personaggi di Provincia, edizioni Provincia Regionale di Palermo, (2001); Luce del Pensiero, Filosofi, Scienziati, Musicisti e Letterati siciliani di tutti i tempi, voll. 5, Istituto “Regina Margherita”, Palermo, (2005-2012); Archivio Biograflco Comunale della Città di Palermo (2006); AA.VV., Scrivere di sè e

degli altri, Fondazione Ignazio Buttitta, Palermo (2011); tutte opere vocate al formarsi di una inclusiva cosmographia.

Del resto, la fortuna delle biografie anche nel nostro tempo (a cominciare dal fenomeno planetario Wikipedia) fa certo riflettere sulla utilità di queste, convinti come siamo, ancora, che il dato della complessità marchia le singole esperienze senza i vincoli e le strettoie che sono insite nelle definizioni di appartenenze che si attribuiscono o si autoattribuiscono ai singoli personaggi.

È da sottolineare, comunque, che gli Autori inseriti si possono porre, anche radicalmente a volte, in aperto dissenso nei confronti delle dominanti aree di schieramento politico-ideologico ed anche di governi a cui un'area (la destra) nominalmente si ascrive.

In ciò mostrando quanto plurale e vasto sia l'ambito di pensiero e di elaborazioni a cui ci riferiamo partendo dalle singole esperienze e dalle elaborazioni già definite.

Va segnalata, infine, la difficoltà di reperire alcuni dati anagrafici ed altri bibliografici. Abbiamo compiuto un lavoro di squadra che riteniamo positivo, anche se, ovviamente, non immune da errori od omissioni che non mancheremo di segnalare alla fine del lavoro svolto, in modo da potere avere una visione quanto più precisa possibile, che apra ad ulteriori e più circostanziate ricerche di questa natura, con l'auspicabile concorso di ricercatori e lettori che vorranno suggerirci integrazioni e proposte.

Senza voler entrare nel merito di questioni che non attengono a queste note introduttive riteniamo, conclusivamente, che alla registrata positività del crollo degli ideologismi che ha toccato il suo apice nella simbolica caduta del Muro di Berlino, non sia corrisposta un”altrettanta necessaria e fondante vivacità delle idee in campo (se non per slogans e demonizzazioni aprioristiche), ponendo troppi limiti sul terreno delle occasioni e della pragmaticità, a volte aleatoria, populista e demagogica senza reali approfondimenti, in nome dell”apparire e coinvolgendo così - senza eccezioni - le scuole di riferimento contrapposte, specie nell”ambito del quotidiano politico, e del nuovo leviatano che ha nome di dittatura finanziaria planetaria, nel contesto di una controversia continua dettata dall'assenza di un disegno e progetto identitario, strategico e realistico, rinnovatore e riformistico, con le eccezioni libere e doverose a cui le presenti considerazioni di larga massima si riferiscono e che investono la stessa variegata ideazione e sul piano politico-partitico e su quello ben più articolato dei principii e delle elaborazioni dottrinali, patrimoni e valori che, comunque, di diritto appartengono alle tante destre presenti nel nostro Paese e non solo.

 

Tommaso Romano

Vito Mauro

Umberto Balistreri

Galleria fotografica

 

Benvenuto nella galleria fotografica dell' Istituto Siciliano di Studi Politici ed Economici. La galleria contiene una selezione di immagini contenute nel nostro archivio relativo all'attività dell'Istituto, e periodicamente verrà arricchita sia con nuovi contenuti video e fotografici

Organigramma

Presidente

Prof. Umberto Balistreri

 

Vice Presidente

Dott. Fabrizio Fonte

 

Consiglieri

Prof. Carlo Puleo 

Dott.sa Valentina Balistreri

Dott.sa Lucrezia Pinnavaia

 

Presidente Onorario

Prof. Tommaso Romano

 

L'ISSPE

L’I.S.S.P.E., Istituto siciliano di studi politici ed economici, costituitosi a Palermo nel 1980, è per molti aspetti la Sezione siciliana dell’Istituto nazionale di studi politici ed economici, fondato a Roma nel 1958, da un gruppo di prestigiosi uomini del mondo accademico, culturale, artistico: - Gioacchino Volpe, Alberto Asquini, Giorgio del Vecchio, Balbino Giuliano, Ardengo Soffici, Guido Manacorda, Nino Tripodi, Emilio Betti, Giotto Dainelli - non soltanto per ridare voce alla tradizione culturale "nazionale", ma per interpretare alla sua luce i problemi emergenti della realtà politica, economica e sociale italiana, nel momento della sua trasformazione e dell’inserimento nella più vasta dimensione europea.

Sulla scia di questa prestigiosa tradizione l’I.S.S.P.E. intende svolgere un ruolo di utile e vivificante mediazione tra politica e cultura per la comprensione e la soluzione dei problemi della società siciliana, nel quadro istituzionale autonomistico e in una prospettiva euro mediterranea. Per raggiungere i propri obiettivi privilegia:

l’organizzazione di convegni, seminari, conferenze, tavole rotonde, incontri-dibattito sui temi più significativi della società siciliana: lotta alla mafia e alla criminalità organizzata, riforme elettorali ed istituzionali, autonomie locali, governo del territorio, difesa dell’ambiente, sviluppo economico ed occupazione, valorizzazione dei beni culturali, sanità, vivibilità urbana, difesa della famiglia e condizione femminile, lotta alla droga;

la pubblicazione di opere indirizzate alla valorizzazione delle personalità siciliane affermatesi nei vari campi della cultura, dell’arte e della professionalità e al recupero di figure ed avvenimenti caduti nel dimenticatoio con il preciso intento di sensibilizzare l’opinione pubblica siciliana e di offrire nuovi stimoli per la riflessione storica e culturale;

la pubblicizzazione di fatti, accadimenti e figure che hanno riferimento alla Sicilia e che comunque esaltano la Sicilia.

Fino a ieri il predetto ruolo dell’I.S.SP.E. era svolto come punto di riferimento per l’area culturale di destra; ora però, giacché molti steccati sono caduti, tende ad essere anche di aggregazione per gli stessi ambienti cattolici e per quelli progressisti, come ben evidenziano i nomi dei partecipanti alle manifestazioni culturali, scelti sempre senza tenere conto dell’area culturale e politica di appartenenza.

Al fine di venire incontro ad esigenze e richieste di studiosi e di liberi cittadini cura anche, nei locali di proprietà, una biblioteca, un archivio, una nastroteca.

Sede: Via Salvatore Bono n.31, 90143 - Palermo

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