TESTIMONIANZE

Una storia della cultura in Sicilia 

 

In questo mese di dicembre 2020 celebriamo (lo avremmo voluto fare in altro modo) i quarant’anni di feconda attività dell’Istituto Siciliano Studi Politici ed Economici, ma soprattutto la testimonianza del ruolo svolto dall’Istituto, un ruolo di utile e vivificante mediazione tra politica e cultura per la comprensione e la soluzione dei problemi della società siciliana nel quadro istituzionale autonomistico e in una prospettiva euro-mediterranea. Per raggiungere i propri obiettivi l’ISSPE (inserito tra gli Istituti di cultura regionali L.R. 154/80) ha inteso, ed intende, privilegiare l’organizzazione di convegni, seminari, conferenze, tavole rotonde, incontri-dibattito sui temi più significativi della società siciliana: lotta alla mafia e alla criminalità organizzata, riforme elettorali ed istituzionali, autonomie locali, governo del territorio, difesa dell’ambiente, sviluppo economico ed occupazione, cultura e valorizzazione dei beni culturali, sanità, vivibilità urbana, difesa della famiglia e condizione femminile, lotta alla droga. La produzione editoriale ha supportato l’attività convegnistica e, oltre a proporre la stampa di atti di convegni e conferenze, ha trattato temi e problemi, figure ed avvenimenti col preciso intento di sensibilizzare l’opinione pubblica siciliana e di offrire nuovi stimoli per la riflessione storica e culturale. Ed il disegno progettuale dell’ISSPE, in merito, si può riconoscere in due filoni: il primo riguardante lo studio e l’approfondimento di figure ed avvenimenti, che possano essere un valido punto di riferimento per il richiamo della memoria storica, di una tradizione culturale ricca di umori vitali che può continuare a svolgere nel presente siciliano, contrassegnato da gravi fenomeni di disgregazione e di imbarbarimento del tessuto civile e sociale, un’utile funzione di ispirazione e coesione civile e sociale; il secondo, rivolto alla trattazione di problemi di particolare rilevanza nell’attualità siciliana nel duplice intento, attraverso una seria e documentata ricerca, di pervenire, da un canto, al loro chiarimento e, dall’altro, alla formulazione di una serie di proposte, che possano essere strumenti concettuali e giuridici validi sul piano delle soluzioni istituzionali e legislative. E le pubblicazioni, tuttavia, non sono state destinate, e non sono destinate soltanto agli “addetti ai lavori”, non vogliono avere un taglio esageratamente specialistico, e tanto meno accademico; piuttosto, per il loro carattere divulgativo, hanno principalmente lo scopo di stimolare il dibattito storico e culturale su argomenti generali di alto rilievo civile, di coinvolgere interessi di categorie, di aree territoriali e/o economiche, di particolari settori dell’opinione pubblica, di partecipare o avviare la discussione su problemi irrisolti o mal risolti; intendono, in definitiva, incidere, possibilmente con un apporto originale, qualificato di indicazioni, che abbiano il supporto della competenza e dell’impegno, nell’attuale fase di revisione della realtà storica siciliana, nel dibattito sulle motivazioni della profonda crisi della nostra società e delle istituzioni autonomistiche, per una ripresa del processo di complessiva crescita civile ed economico dell’Isola. Un impegno, quindi, che vuole essere di servizio per la Sicilia. L’attività è stata, ed è, adeguatamente pubblicizzata e partecipata non solo con l’invito alle proprie manifestazioni esteso alle componenti culturali, politiche, economiche e sociali interessate ai temi, ma con l’invio di programmi e pubblicazioni, secondo gli argomenti trattati. Un

metodo questo, che è segno non ultimo dell’impegno posto nella realizzazione delle finalità istituzionali dell’ISSPE perché il dibattito storico e politico nella Sicilia di ieri e di oggi sia, nel rispetto dei principi del pluralismo, quanto più possibilmente articolato e completo. 

Umberto Balistreri

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Quarant’anni di vita dell’ISSPE sono certamente un traguardo prestigioso per un Istituto di Alti Studi Culturali, sempre lontano dal conformismo e dalle consorterie, a volte vere e proprie mafie, accademiche culturali. Malgrado l’attuale e perdurante congiuntura che penalizza le istituzioni libere, come l’ISSPE appunto, nata dalla precisa volontà del legislatore siciliano, con mezzi assai scarsi con cui abbiamo dovuto anche fronteggiare le emergenze passate, oggi l’ISSPE prosegue con laboriosa parsimonia i suoi intenti e i suoi programmi, coadiuvato dal volontariato dei Soci e anche dalle tecnologie moderne come internet che, attraverso il nostro frequentatissimo sito www.isspe.it, diffonde cultura, come sempre ha fatto e saputo fare, potendo l’utente scaricare gratuitamente migliaia di pagine di libri e riviste. Se si ripercorre la vicenda dell’Istituto Siciliano Studi Politici ed Economici, si potrà così notare l’estrema varietà degli interessi, un’ impronta storica e politica che certamente caratterizza da sempre i convegni e la stampa edita, senza però dimenticare le problematiche dell’economia, le urgenze del presente, le problematiche ambientali e quelle civili, i temi della socialità, della giustizia, la storiografia municipale,

l’arte e la letteratura. Mi hanno preceduto alla Presidenza dell’ISSPE figure veramente eminenti: Giuseppe Tricoli, Dino Grammatico, Francesco Virga, uomini di altissimo profilo morale, intellettuale e politico che grande impegno hanno profuso per l’ISSPE, per la sua crescita e autonomia. Se si sommano i volumi editi e se ne esaminano almeno titoli e pagine, si comprenderà la fedeltà attuale al fare cultura liberamente, con dignità e praticamente con contributi significativi. Continuiamo, celebrando fieri la nostra attività passata e ponendo attenzione al futuro, avvalendoci sempre più delle nuove forme di comunicazione, oggettivamente più ampie e con un modesto impegno finanziario. La nostra politica editoriale si misurerà - ove possibile e sempre con la trasparenza che ci contraddistingue - con il dibattito delle e sulle idee e non con gli schieramenti, tanto liquidi e mobili, quanto spesso culturalmente inconsistenti, attraverso pochi, ma scelti volumi da pubblicare in futuro e con il proseguo della nostra rivista, prestigiosissima, “Rassegna Siciliana di Storia e Cultura”. Mi si permetta, infine, di ricordare alcuni dei tanti protagonisti scomparsi che abbiamo ospitato fra un convegno, una conferenza, una mostra, un libro o nella pagina della rivista: Giorgio Almirante, Pino Romualdi, Giano Accame, Franco Servello, Guido Virzì, Giuseppina Russo Giudici, Marzio Tricoli, Franz Maria D’Asaro, Santi Correnti, Enzo Fragalà, Cristoforo Filetti, Francesco Enrico Accolla, Giovanni Cucco, Vito Cusimano, Benito Paolone, Alfredo La Grua, Aristide Mettler, Guido Morello, Vittorio Vettori, Francesco Grisi, Lino Piscopo, Nino Aquila, Giovanni D’Espinosa, Nuccio Fede, Pinuccio Tatarella, Nino Muccioli, Salvino Candido, Pino Amatiello, Francesco Brancato, Massimo Ganci, Giuseppe Cottone, Pietro Mazzamuto, Bent Parodi di Belsito, Giovanni Davoli, Enzo Giudici, Salvo Di Matteo, Nicola Pampalone, Lorenzo Purpari, indimenticabile dirigente e Amico. Non un semplice seppur doveroso elenco di nomi, ma una Memoria viva che rende così straordinaria la storia del nostro Istituto. Accanto a loro, tanti in piena attività e che tutti accumuniamo in un vivo ringraziamento per ciò che ci hanno dato e per quello che vorranno ancora darci. All’insegna della libertà e dell’autonomia della cultura.

Tommaso Romano

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L’ISSPE celebra, in questi giorni, i suoi primi quarant’anni di attività culturale. Nato per dare essenzialmente voce a chi voce, in particolare nel secondo dopo-guerra delù

Novecento, non ne aveva. L’ISSPE ha raggiunto, nel giro di poco tempo, una tale emancipazione dal sistema convenzionale da veder premiati, per l’interesse raccolto dalle sue pubblicazioni e dalle sue tavole rotonde, i suoi sforzi con un’unanime e diffuso apprezzamento. I suoi dirigenti, che si sono avvicendati negli anni, hanno voluto fin da subito superare, con intelligente acume, gli steccati ideologici, ponendo in essere la suggestione che di Cultura, se pur con differenti sfaccettature, ce ne sia solamente una, scardinando, di fatto, l'impostazione di chi ne voleva essere, non si capisce bene a quale titolo, in qualche modo egemone. Molti dei temi trattati, oltretutto spesso esclusi dai “circuiti ufficiali”, oggi continuano a valorizzarne, invece, ampiamente le sue attività. A partire da quell’impegno di contrasto alla mafia, in tempi decisamente non sospetti, che è, di fatto, nel DNA dell’ISSPE. Non a caso importanti uomini delle Istituzioni hanno voluto manifestare, con la loro diretta partecipazione, l’adesione al sentimento di rivalsa di una Terra, che si è dimostrata troppo spesso genuflessa ai desiderata di “classi dirigenti” interessate a deprimerla per un loro esclusivo vantaggio. Un’azione culturale tesa,pertanto, a scardinare ante litteram l’ingannevole logica, attraverso l’elaborazione di un pensiero critico, del "politicamente corretto", che con l’avvento del terzo millennio sembra aver preso ormai definitivamente le redini della società moderna. Quell’omologazione planetaria (vedi globalizzazione) che con tanta preoccupazione caratterizzava, infatti, i convegni dell’ISSPE sembra ormai dettare le direttive nella nostra vita quotidiana. Il multiculturalismo a tutti i costi, il dogma del relativismo diffuso nei più svariati campi, la recente furia iconoclasta, l’ideologia gender che vuole stravolgere la stessa natura dell’uomo, sono tutti fattori che ci spingono, sempre più velocemente, verso una decadente società nichilista. La perdita di ogni valore e di ogni identità favorisce, infatti, i detentori dell'alta finanza (e non dell’economia) ad acquisire sempre un maggiore potere e controllo sugli inermi cittadini, che si ritrovano, sempre più spesso, in balia del cosiddetto "pensiero unico" mondialista. All’ISSPE non resta, pertanto, che rilanciare una nuova stagione, almeno (e non solo) per i prossimi quarant’anni, che sappia promuovere, invece, un nuovo umanesimo, piuttosto che un devastante movimento neo-progressista, finalizzato a riportare, prima che sia troppo tardi, l’uomo al centro della Storia. Ad maiora, quindi, all’Istituto Siciliano di Studi Politici ed Economici.

Fabrizio Fonte

 

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Documentare l’attività dell’ISSPE non è esaltare soltanto l’operosità e il ruolo culturale che ha svolto nel tempo in Sicilia, impresso dai Consigli di Amministrazione e dai suoi Presidenti, personalità di alto profilo: Dino Grammatico, Giuseppe Tricoli, Francesco Virga, Tommaso Romano e ora Umberto Balistreri, che si sono alternati, che ne hanno indirizzato e coordinato le iniziative, con non pochi sacrifici o per testimoniare il considerevole fervore dell’Istituto, ma per fare emergere, attraverso i temi trattati, spesso in anticipo con il corso dei tempi, una rassegna della stessa vita culturale ed editoriale veramente imponente che, nel tempo, ha animato la città di Palermo, la Sicilia e non solo, rivelandone uno spaccato della società del tempo. I numerosi convegni, le diverse mostre e la vasta pubblicistica costituiscono la storia dell’ISSPE. Una magnifica e apprezzata testimonianza dell’intenso impegno culturale dipanato con continuità e sinergia dai Presidenti dell’Istituto che si sono succeduti, e da altri studiosi, fortemente motivati, che in qualche modo all’ISSPE sono stati vicini, come un filo che nel tempo si è snodato segnando durante il percorso l’impronta lasciata dagli operosi, risoluti e validi presidenti e rivelando allo stesso tempo momenti di notevole importanza e di programmazione socio-culturale. Un compito svolto con entusiasmo, che è diventato una risorsa utile per capire e avere consapevolezza della fase vissuta, delle linee guide offerte e delle iniziative di pregio attuate nei suoi quarant’anni di ininterrotta attività, decifrando spesso i lati e i messaggi nascosti dal “politicamente corretto”. Manifestazioni di qualità, dinamiche, che spesso sono state lungimiranti nell’anticipare i temi sociali, politici ed economici che, in ogni caso, hanno arricchito il percorso dell’ISSPE. Decenni di attività sempre crescenti che ha prodotto tanti fatti, che ha lasciato tanti documenti, libri e ricordi, numerose riflessioni che, a distanza di tempo, hanno aggiunto luce e valore determinante e che oggi si rivelano grande documento, diventando a volte pietre angolari di un nuovo edificio sociale e metapolitico. Il lavoro svolto dall’Istituto, dal 1980 al 2020, ha riguardato tanti settori culturali, dall’arte alla letteratura, dallo sport al turismo, dall’ambiente alla sanità, con relatori sempre di eccelso profilo e con un’alta e qualificata partecipazione di pubblico. Nomi che sicuramente fanno emergere dal dimenticatoio il ricordo di centinaia e centinaia di nobili figure e personalità, che hanno onorato la Sicilia, l’Italia e non solo, che si sono succedute ai tavoli degli eventi. Difficile numerarli tutti, ma non possiamo non ricordarne almeno alcuni come: Pino Romualdi, Raffaele Valensise, Giuseppe Tatarella, Salvatore Riccobono, Enzo Fragalà, Paolo Borsellino, Francesco Grisi, Gaetano Hardouin di Belmonte, Marzio Tricoli, Guido Virzì, Ettore Maltese, Giorgio Almirante, Vincenzo Pajno, Elda Pucci, Giovanni Falcone, Michele Rallo, Enrico Landolfi, Vittorio Vettori, Franz Maria D’Asaro. Una riflessione a parte merita l’attività editoriale con la prestigiosa rivista dell’ISSPE “Rassegna Siciliana di Storia e Cultura” e con tutta una serie di volumi di particolare rilievo per gli argomenti affrontati e per i nomi degli autori, tra i quali spiccano quelli di Giulio Bonafede, Giuseppe Cottone, Nino Aquila, Lucio Zinna, Elio Giunta, 

Giovanni Davoli, Salvo Di Matteo, Vincenzo Fardella de Quernfort, Fabrizio Fonte, onde testimoniare e riconoscere l’ampia attività che l’Istituto ha svolto per il compito che si è dato. 

Vito Mauro

 

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