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Introduzione "Centodestre"

Quante volte nel dibattito culturale ed in quello più attinente al pensiero filosofico, politico e letterario, si è sostenuta la mancanza di una chiara posizione dottrinale ed elaborativa di destra riconducibile a posizioni che vanno oltre i confini del quotidiano dibattito sociopolitico e alla vita di partiti che, più o meno propriamente, si sono riferiti e si riferiscono a tale area connotativa, magari aggiungendo semplicemente l' aggettivazione di centro da premettere a quella di destra.

Infatti, i riferimenti quasi monocordi a Giovanni Gentile e a Julius Evola, qualche volta a D'Annunzio e Prezzolini, non danno certamente la misura di una presenza umana, né di una produzione intellettuale, né, tantomeno, la qualità delle singole personalità e dei contesti in cui le cento destre si manifestano.

In virtù di quanto detto, per questo Atlante Biografico essenziale, abbiamo voluto allora scegliere il titolo Centodestre proprio perché vogliamo partire dall' analisi delle pluralità di scelte, orientamenti e prospettive presenti in gran numero fra i moltissimi autori esaminati in questo primo volume e facendo nostra l'affermazione di Prezzolini secondo il quale non vi è una sola destra (come sosteneva ad esempio Clemente Solaro della Margarita), ma tante destre.

Potevamo inserire utilmente un sottotitolo per questa ricerca - a prima vista quasi esclusivamente compilativa - indicando alcune identità e/o paternità di riferimento come le oggettivazioni di conservatori, liberali, scettici, monarchici, presidenzialisti, tradizionalisti e futuristi, cattolici, neopagani, agnostici, individualisti, comunitaristi, socializzatori e innovatori, anticapitalisti, insieme a neofascisti, neoborbonici, federalisti, totalitaristi, di nuova destra e di sintesi, ma abbiamo preferito non farlo.

In realtà l' arcipelago assai variegato delle posizioni (chesono pure egualmente presenti, in verità, nelle aree del pensiero progressista, liberale, cattolico-sociale, laico e azionista, radicale, socialista, comunista e anarchico, grosso modo identificanti l'area del centro e della sinistra) corrisponde, in effetti, alla inveterata aspirazione all”individualismo diffuso e spiccato che ha storicamente determinato una scarsa vocazione degli intellettuali delle centodestre (in gran parte e con qualche eccezione) al movimento e/o gruppo più o meno organico, tranne forse in Italia per la corrente del Neoidealismo, specie gentiliano e per l'evolismo e i suoi derivati plurali (anche cattolici) e, più in generale, per la partecipazione alla vita di giornali e riviste culturali d'area e/o di movimenti socio-culturali.

Le biografie essenziali che presentiamo sono, quindi, un semplice ma crediamo necessario approccio e invito alla conoscenza di singoli personaggi di oggettiva e diversa caratura, per andare oltre gli stereotipi e le definizioni di comodo, frutto a volte di mancanza di organici punti di riferimento di storia delle idee di frange minoritarie e “sequestrate”, quasi esoteriche, e di materiale biobibliografico e storico-documentario riepilogativo.

Abbiamo differenziato il lavoro redazionale grazie anche alla collaborazione di singoli eminenti studiosi curatori di alcune schede, le quali devono essere considerate senza parametri ragionieristici in quanto a estensione. Le singole voci, infatti, rispondono alla necessità informativa e non certo all' esaustività non sia pertanto giudizio di valore una stesura più o meno ampia di singole biografie, in tutte però sono presenti gli elementi almeno fondamentali di cui crediamo aver fornito almeno traccia di riconoscibilità.

In questo primo, dei tre volumi previsti per l'intera opera, i curatori e i redattori hanno così liberamente inserito i singoli profili, senza per questo volerli “ingabbiare” in una strettoia definitoria che è tanto ampia quanto oggettivamente limitante.

La gran parte delle schede biografiche inserite riguardano Autori italiani operanti soprattutto nel secondo dopoguerra, con qualche eccezione. É nostro intendimento nei prossimi volumi programmati arrivare, pertanto, ad una più ampia mappatura biografica anche di pensatori di altre nazioni, (già presenti peraltro, in numero ridotto, in questa prima compilazione), lasciando alla fine del terzo volume la pubblicazione di saggi specifici che possano inquadrare organicamente e ricondurre a una sintesi organica, quanto singolarmente segnalato per ogni Autore, contestualizzando e ponendo con ampia Bibliografia conclusiva, un quadro di riferimento che risponda quindi più eminentemente alla dottrina, al pensiero, alla dimensione politologica e più largamente all'ambito culturale e

metapolitico di ogni singolo biografato.

La tentazione di iscrivere a destra ogni e qualunque fenomeno di alternatività alla sinistra, è uno schema semplificatorio che lasciamo al dibattito quotidiano più che all'essenza e alla varietà della legittima e meditata posizione della vita culturale. Non basta peraltro - noi crediamo - il solo contrapporsi riducendo all'una o all”altra parte la disputa sul bene comune.

Le categorie di destra, centro e sinistra sono comunque figlie della Rivoluzione Francese e di quel che ne è seguito - nel bene e nel male - in questi successivi secoli.

Senza demonizzare e senza obliare, questo potrebbe essere il motivo e la ragione dominante delle presenti ricerche biografiche che, continuiamo a sottolineare, non hanno pretese di esaustività e che metodologicamente si rifanno all' ideatività propria della Scienza della Biografla e ad opere collettanee nate da una tale impostazione teorica e applicativa: Personaggi di Provincia, edizioni Provincia Regionale di Palermo, (2001); Luce del Pensiero, Filosofi, Scienziati, Musicisti e Letterati siciliani di tutti i tempi, voll. 5, Istituto “Regina Margherita”, Palermo, (2005-2012); Archivio Biograflco Comunale della Città di Palermo (2006); AA.VV., Scrivere di sè e

degli altri, Fondazione Ignazio Buttitta, Palermo (2011); tutte opere vocate al formarsi di una inclusiva cosmographia.

Del resto, la fortuna delle biografie anche nel nostro tempo (a cominciare dal fenomeno planetario Wikipedia) fa certo riflettere sulla utilità di queste, convinti come siamo, ancora, che il dato della complessità marchia le singole esperienze senza i vincoli e le strettoie che sono insite nelle definizioni di appartenenze che si attribuiscono o si autoattribuiscono ai singoli personaggi.

È da sottolineare, comunque, che gli Autori inseriti si possono porre, anche radicalmente a volte, in aperto dissenso nei confronti delle dominanti aree di schieramento politico-ideologico ed anche di governi a cui un'area (la destra) nominalmente si ascrive.

In ciò mostrando quanto plurale e vasto sia l'ambito di pensiero e di elaborazioni a cui ci riferiamo partendo dalle singole esperienze e dalle elaborazioni già definite.

Va segnalata, infine, la difficoltà di reperire alcuni dati anagrafici ed altri bibliografici. Abbiamo compiuto un lavoro di squadra che riteniamo positivo, anche se, ovviamente, non immune da errori od omissioni che non mancheremo di segnalare alla fine del lavoro svolto, in modo da potere avere una visione quanto più precisa possibile, che apra ad ulteriori e più circostanziate ricerche di questa natura, con l'auspicabile concorso di ricercatori e lettori che vorranno suggerirci integrazioni e proposte.

Senza voler entrare nel merito di questioni che non attengono a queste note introduttive riteniamo, conclusivamente, che alla registrata positività del crollo degli ideologismi che ha toccato il suo apice nella simbolica caduta del Muro di Berlino, non sia corrisposta un”altrettanta necessaria e fondante vivacità delle idee in campo (se non per slogans e demonizzazioni aprioristiche), ponendo troppi limiti sul terreno delle occasioni e della pragmaticità, a volte aleatoria, populista e demagogica senza reali approfondimenti, in nome dell”apparire e coinvolgendo così - senza eccezioni - le scuole di riferimento contrapposte, specie nell”ambito del quotidiano politico, e del nuovo leviatano che ha nome di dittatura finanziaria planetaria, nel contesto di una controversia continua dettata dall'assenza di un disegno e progetto identitario, strategico e realistico, rinnovatore e riformistico, con le eccezioni libere e doverose a cui le presenti considerazioni di larga massima si riferiscono e che investono la stessa variegata ideazione e sul piano politico-partitico e su quello ben più articolato dei principii e delle elaborazioni dottrinali, patrimoni e valori che, comunque, di diritto appartengono alle tante destre presenti nel nostro Paese e non solo.

 

Tommaso Romano

Vito Mauro

Umberto Balistreri

Galleria fotografica

 

Benvenuto nella galleria fotografica dell' Istituto Siciliano di Studi Politici ed Economici. La galleria contiene una selezione di immagini contenute nel nostro archivio relativo all'attività dell'Istituto, e periodicamente verrà arricchita sia con nuovi contenuti video e fotografici

Organigramma

Presidente

Prof. Umberto Balistreri

 

Vice Presidente

Prof. Domenico Lo Iacono

 

Consiglieri

Ignazio Romano

Antonino Russo

Carlo Puleo

 

Presidente Onorario

Prof. Tommaso Romano

 

L'ISSPE

L’I.S.S.P.E., Istituto siciliano di studi politici ed economici, costituitosi a Palermo nel 1980, è per molti aspetti la Sezione siciliana dell’Istituto nazionale di studi politici ed economici, fondato a Roma nel 1958, da un gruppo di prestigiosi uomini del mondo accademico, culturale, artistico: - Gioacchino Volpe, Alberto Asquini, Giorgio del Vecchio, Balbino Giuliano, Ardengo Soffici, Guido Manacorda, Nino Tripodi, Emilio Betti, Giotto Dainelli - non soltanto per ridare voce alla tradizione culturale "nazionale", ma per interpretare alla sua luce i problemi emergenti della realtà politica, economica e sociale italiana, nel momento della sua trasformazione e dell’inserimento nella più vasta dimensione europea.

Sulla scia di questa prestigiosa tradizione l’I.S.S.P.E. intende svolgere un ruolo di utile e vivificante mediazione tra politica e cultura per la comprensione e la soluzione dei problemi della società siciliana, nel quadro istituzionale autonomistico e in una prospettiva euro mediterranea. Per raggiungere i propri obiettivi privilegia:

l’organizzazione di convegni, seminari, conferenze, tavole rotonde, incontri-dibattito sui temi più significativi della società siciliana: lotta alla mafia e alla criminalità organizzata, riforme elettorali ed istituzionali, autonomie locali, governo del territorio, difesa dell’ambiente, sviluppo economico ed occupazione, valorizzazione dei beni culturali, sanità, vivibilità urbana, difesa della famiglia e condizione femminile, lotta alla droga;

la pubblicazione di opere indirizzate alla valorizzazione delle personalità siciliane affermatesi nei vari campi della cultura, dell’arte e della professionalità e al recupero di figure ed avvenimenti caduti nel dimenticatoio con il preciso intento di sensibilizzare l’opinione pubblica siciliana e di offrire nuovi stimoli per la riflessione storica e culturale;

la pubblicizzazione di fatti, accadimenti e figure che hanno riferimento alla Sicilia e che comunque esaltano la Sicilia.

Fino a ieri il predetto ruolo dell’I.S.SP.E. era svolto come punto di riferimento per l’area culturale di destra; ora però, giacché molti steccati sono caduti, tende ad essere anche di aggregazione per gli stessi ambienti cattolici e per quelli progressisti, come ben evidenziano i nomi dei partecipanti alle manifestazioni culturali, scelti sempre senza tenere conto dell’area culturale e politica di appartenenza.

Al fine di venire incontro ad esigenze e richieste di studiosi e di liberi cittadini cura anche, nei locali di proprietà, una biblioteca, un archivio, una nastroteca.

Sede: Via Messina Marine 445, 90123 - Palermo

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